Nel mio programma vorrei Berlusconi e Tremonti

Il Piccolo – 8 Aprile 2003

E Floris guadagna punti

Pragmatico e concreto, Giovanni Floris è stato catapultato in televisione alla guida di “Ballarò”, il settimanale di informazione di RaiTre. Trentacinque anni, romano e romanista, laurea in Scienze economiche alla Luiss, giornalista dal ’95, formatosi in un’agenzia di stampa e poi al Giornale Radio Rai dove, tra l’altro, come corrispondente da New York ha seguito gli avvenimenti dell’11 settembre, Floris ha imparato in fretta i tempi televisivi.

Le sue quotazioni, in poche settimane, sono salite così come i dati di ascolto di “Ballarò”, partito il 5 novembre. Questa sera il programma, dalle ore 20.50, si occuperà dell’Iraq dopo la guerra “Confesso – dice il giornalista – che all’inizio mi sono tuffato in un’avventura tutt’altro che facile.

I tempi televisivi sono molto diversi da quelli radiofonici così il metodo di affrontare gli argomenti. Dopo un inizio incerto, ho portato avanti con coraggio il mio modo di fare giornalismo con ritmi serrati, chiara interpretazione dei fatti, e soprattutto chiedere agli ospiti risposte concrete”.

Avete raggiunto gli obiettivi iniziali?

“La strada che abbiamo scelto è quella giusta. Una strada difficile e tutta in salita. Il pubblico si sta abituando a questo nuovo modo di fare informazione in tv.”

Quali ospiti vorrebbe in studio?

“Berlusconi e Tremonti. Chi, invece mi ha piacevolmente sorpreso per le idee espresse è l’economista liberale Adonato Masciandaro.” Che differenza c’è tra il suo giornalismo e quello di Santoro, Vespa, Ferrara e Lerner? “Il confronto non è proponibile perché sono professionisti di lunga esperienza.

Il mio percorso è ancora lungo. C’è del “bravissimo” in ognuno di loro: il coraggio di Santoro, la capacità di spiazzare di Ferrara, la conoscenza del mezzo di Vespa e l’abilità di approfondire di Lerner. Spero di carpire qualcosa da loro, aggiungendo la mia concretezza e la spensieratezza nell’ottenere una risposta.”

Le qualità di un bravo giornalista?

“Credere nella propria professione: alla lunga paga sempre. Non approfittare di occasioni immediate ma attendere il momento opportuno. La drammatica esperienza di New York è servita a convincermi di avere scelto un lavoro importante che va svolto con serietà e umiltà”.

Le è sembrato giusto l’allontanamento di Biagi e Santoro dalla Tv pubblica?

“E’ stato un errore. A mio giudizio bisogna aggiungere l’informazione, mai levarla. Ben venga “Excalibur” ma anche “Sciuscià” e il “Fatto”.

diMartedì

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