Luiss “360”: intervista a Giovanni Floris

Rivista degli studenti Luiss “360”, maggio 2006

1. Giovanni Floris si laurea in Scienze Politiche alla Luiss nel 1991 con una tesi in Sociologia Politica…ricordi, rimpianti, nostalgie targati Luiss.

Solo bei ricordi. Anche le amarezze (che all’Università non si possono non provare) col tempo acquistano un significato, ti insegnano qualcosa. D’altronde come ci ha insegnato Antiseri? Gli errori si fanno per migliorare!

2. Il ritorno alla Luiss: a 15 anni dalla laurea, è tornato in Sala delle Colonne; stavolta per presentare la sua ultima fatica letteraria. Come l’ha trovata? Che legame ha conservato con la nostra Università?

E’ la sala in cui ho discusso la tesi. All’epoca la consideravamo la sala delle decisioni finali, un po’ il luogo dello scontro finale. Mi ha fatto piacere tornarci.

3. Ripensando ai suoi primi passi da neo-laureato Luiss, lei parla spesso dei “Contrattini” con i quali era occupato in Rai; oggi la situazione forse si è ulteriormente complicata per i Giovani Laureati in cerca di lavoro. Flessibilità e precariato: come la mettiamo?

La flessibilita’ e’ una bella cosa se sei in grado di passare da un lavoro all’altro  da uno stipendio all’altro  Se sei precariamente appeso ad un contratto che scade, perdi sicurezza, coraggio, voglia di fare. Bisogna allora lavorare sia su se stessi (e rendersi sempre appetibili per il mercato) che sul sistema (creando le condizioni perche’ il lavoratore a tempo possa contare su una rete di welfare).

4. Dalla Luiss al TG1, fino a Ballarò: storia di una carriera di successo. In che misura e in quali termini queste realtà hanno influito sul suo percorso professionale?

Come dicevamo prima, ogni esperienza e’ importante, non solo quelle più… appariscenti!

5. Fare giornalismo oggi: una missione per cui vale ancora la pena sudare, sgomitare…insomma, credere?

Sgomitare non serve a niente. Anzi, spesso danneggia. Lavorare seriamente e’ importantissimo, cosi’ come studiare e prepararsi. Ma questo vale per ogni lavoro che si ama, non solo per il giornalismo.

6. Monopoli. Conflitti d’interesse, caste e privilegi dell’economia italiana. Lei ha semplicemente “messo su carta” una realtà quasi a tutti nota. Ma è davvero una realtà solo italiana?

No, non solo italiana. Ma quella italiana ci fa capire tante cose…

7. Confindustria, Governo, Parti Sociali: c’è spazio per una nuova “fase costituente”, come recentemente auspicato dal Presidente Montezemolo?

Certo che c’e’. In fondo basterebbe ripensare l’accordio di luglio, quello su cui lavorarono Ciampi e Giugni. La concertazione e’ un metodo, il modo di applicarlo, poi, volendo, si trova sempre.

8. Una grande idea: la campagna di sensibilizzazione su temi di rilevanza sociale – problema della casa, del mondo del lavoro, le periferie – lanciata da Ballarò. Come è nata? Quale accoglienza ha ricevuto da parte del pubblico che segue solitamente la sua trasmissione?

Sono degli spot che toccano i temi più vari. Funzionano molto, sono stati pluripremiati, abbiamo dimostrato che la pubblicità può vendere anche valori, o beni immateriali.

9. Negli ultimi anni la sensibilità verso questo genere di iniziative è in notevole aumento, soprattutto per la loro capacità di lobbying. Lei come valuta il loro percorso di sviluppo? E che cosa si aspetta in particolare dall’Associazione Laureati Luiss?

Che tenga viva la voglia di confrontarsi con le diversità. Che esporti il modello di società aperta che la Luiss da sempre si sforza di diffondere.

diMartedì

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