La versione di Floris e la risposta di Aldo Grasso

Scambio di mail con Aldo Grasso – 17 Aprile 2003

La versione di Floris:

Gentile Professore, cari frequentatori del forum, Ballarò nasce dall’idea che, in una trasmissione giornalistica, si debba almeno provare a porre tutte le domande tutte a tutti gli ospiti tutti, che ogni argomento vada trattato ed esaminato da ogni punto di vista, che accanto ai politici debbano sempre esserci fra gli ospiti studiosi autorevoli di ciò di cui si discute, ed esponenti della cosiddetta società’ civile.

Nella prima della (purtroppo lunga) serie di puntate dedicate alla guerra, centrammo l’attenzione sulla terribile e sanguinaria dittatura di Saddam. Intervistammo (a muso particolarmente duro) il suo vice Tarek Aziz, chiedendogli ragione delle atrocità da lui direttamente commesse in Iraq.

Leggemmo il giuramento che il regime

imponeva a tutti i cittadini, costringendoli ad accettare (in via preventiva) la condanna a morte;

a Saddam non restava che decidere la data dell’esecuzione. Il giorno dopo un giornale scrisse che mi ero comportato come un agit prop della Cia. Quando i disobbedienti occuparono i binari a Pisa chiedemmo loro ragione dell’illegalità commessa, e fummo accusati di riformismo.

Quando Jacopo Fo ha lanciato accuse all’esercito Usa abbiamo preteso che quanto lui diceva venisse confermato, o smentito, dalla Croce Rossa; siamo stati accusati di censura filo americana.

Ora, invece, ci sono testate che spiegano come io, Saddam, Chirac, Putin e Gino Strada abbiamo perso la guerra. Col tempo imparerò anche a digerire queste accuse, per il momento ci tengo a rispondere.

Rivolgendo a Robert Kagan le domande che era lecito porgli (e faccio riferimento all’ultima puntata di Ballarò  puntata di cui si discute anche nel vostro Forum) siamo stati accusati di estremismo pacifista.

La verità è che è sempre stata nostra intenzione porci come controparte di fronte ai vari poteri (nella accezione più ampia di questo termine) e dunque anche a chi ha accettato il nostro invito a partecipare

alla trasmissione. A tutti abbiamo sempre dato la possibilità di spiegarsi e replicare.

Un giornalista-fazioso-pacifista avrebbe forse invitato Chomsky e non gli avrebbe rivolto domande antipatiche. Gli avrebbe dato ragione. Noi abbiamo invitato Kagan non per metterlo in difficoltà, ma per

capire. Rivolgendogli le domande che ritenevamo più appropriate per sciogliere i dubbi sulle sue teorie.

A volte i corsivi ci hanno aiutato nella ricerca della verità, provocando e spiazzando il dibattito. Altre volte non hanno funzionato, sono sembrati verità assolute sbattute in faccia ai vari ospiti con la scusa dell’umorismo. D’altronde anche la mia conduzione a volte è stata efficace, altre volte no. Abbiamo inziato pochi mesi fa a fare questo mestiere, e sperimentando si impara. E si migliora.

In un ottimo corsivo (che in quanto tale dimenticava legittimamente- di sottolineare quanto di buono c’era stato nell’ultima puntata) il Foglio di giovedì elenca una serie di errori tecnici che abbiamo commesso martedì scorso. Di quelli rispondiamo.

Non ci si può accusare invece di aver impostato ideologicamente la puntata. La volontà di mettere alla prova le teorie di Kagan, di De Michelis, di Jan Zigler, di Piero Fassino e di chiunque altri accetterà il nostro invito è volontà di fare buon giornalismo.

Grazie davvero per lo spazio concessomi, Giovanni Floris.

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La risposta di Aldo Grasso:

Caro Floris, anche noi su questo Forum cerchiamo di evitare ogni contrapposizione ideologica.

Se possibile, e anche un pò ingenuamente, stiamo solo dalla parte della buona tv. Ballarò ha il grande compito (non cercato) di colmare il vuoto di Santoro e di rappresentare l’unico spazio di discussione in quota all’opposizione. Per questo, ne siamo convinti, ogni discussione si carica inevitabilmente di tensione ideologica.

Un nervosismo che, per quel che mi riguarda, ho sempre cercato di disinnescare.

Le confesso anche che questa sua civile lettera mi impedisce ora di scrivere l’unica cosa che avrei voluto scrivere contro Ballarò: un corsivo sul vostro corsivo. Che è la parte più debole del programma (tardoblob, tardomanifesto, tardoumorismo, ecc.) e che, mi creda, a volte è così infantilmente irritante che rischia di rovinare tutto il vostro lavoro.

diMartedì

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