Intervista a Giovanni Floris di Salamandra

Articolo21.com – 10 Novembre 2003

Floris quanto è importante oggi l’informazione in TV?

Noi sentiamo una grossa responsabilità rispetto all’anno scorso, in cui eravamo una scommessa e potevamo anche “sbagliare qualcosa”. Oggi non più!

Ci sentiamo in dovere di non sbagliare, perché abbiamo capito, siamo più consapevoli del ruolo che si ci si pone: fare un’informazione sul servizio pubblico é un onore che bisogna meritarsi. E noi quindi ci siamo organizzati in modo da meritarcelo.

Abbiamo così meglio organizzato gli inviati per avere più tempo a disposizione per fare le inchieste, abbiamo dato fondo alla fantasia di Freeman e Robecchi, per avere dei corsivi spiazzanti come l’anno scorso. E abbiamo iniziato a lavorare sui temi che tratteremo gia’ da settembre.

Siamo quindi pronti al via.

C’é fame di approfondimenti in TV.

Sembrerebbe proprio di si, anche perché l’offerta é raddoppiata rispetto all’anno scorso. C’é in giro tanta domanda da parte del pubblico, visti i programmi che andranno in onda anche sulle reti Mediaset.

Tu hai vinto il Telegatto e il premio Flaiano: ha modificato qualcosa in te, nella professione?

Ti senti più responsabilizzato? Come ogni riconoscimento é un riconoscimento di potenzialità é qualcosa da cui si deve iniziare.

E pertanto per noi significa che dobbiamo iniziare meglio Ballarò, come se si fosse alla prima edizione.

Secondo te c’é in giro il pericolo di mancanza di pluralismo?

Penso che il pluralismo si misura sui punti di vista in circolazione, che devono essere tanti, infiniti, e quindi si é sempre carenti in qualsiasi momento, tanto più quando in giro i punti di vista diversi tra loro sono pochi.

diMartedì

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