Giovanni Floris chiede sopratutto chiarezza agli ospiti…

Tele Sette – 3 Febbraio 2004, incontri di Piazza

Già conduttore di programmi radiofonici fino al 2002, anno in cui fu nominato corrispondente Rai da New York, Floris ha affrontato con Ballarò la sua prima esperienza da conduttore televisivo, ritagliandosi uno spazio del tutto originale.

“La nostra trasmissione”, dice Floris, “si è conquistata una sua identità ben precisa diventando un luogo in cui si possono conoscere, approfondire e capire gli argomenti di cui si parla, in maniera concreta, pragmatica e prettamente giornalistica. E sopratutto senza colorature né politiche né di simpatia”.

Potresti definire qualche ospite del programma con semplici aggettivi che ne determinino la disponibilità, la pignoleria o anche la chiarezza?

“Ci sono sia a destra che a sinistra persone estremamente valide, facilmente identificabili dal tasso di litigiosità della puntata. Questi si scontrano sì, anche violentemente, ma sempre stando attenti ai contenuti”.

Mi confermi quindi che i rissosi non mancano?

“Sta al pubblico individuarli. Comunque, quando scoppia la rissa in studio, gli ospiti sono i primi a pentirsene e quando li invitiamo di nuovo, difficilmente cercano ancora la rissa. A tutti va offerta l’opportunità di recuperare il proprio atteggiamento”.

Che cosa chiedono a Ballarò gli oltre tre milioni di telespettatori che lo seguono ogni settimana?

“Il nostro pubblico vuole capire, per cui è pronto a premiare tutti coloro che si prestano a fare chiarezza. Ci sono ospiti che hanno impiegato del tempo ad entrare in sintonia con il nostro programma, così come ci sono persone che stanno sulla linea di Ballarò fin dal primo momento, e queste sono sia di destra che di sinistra”.

Per esempio?

“Ricordo puntate tanto vivaci quanto ben riuscite alla presenza di Walter Veltroni, Piero Fassino, Francesco Rutelli, Enrico Letta e dall’altra parte Antonio Marzano, Rocco Buttiglione, Pietro Follini, Franco Frattini e ancora Giorgio La Malfa o il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi. Si può anche litigare in trasmissione, ma non sui contenuti”.

Eppure altrove accade.

“Spesso in tv si assiste a vivaci litigate dovute ad antichi rancori o per lanciare messaggi occulti all’avversario. Ecco: questa categoria di ospiti non hanno fortuna a Ballarò”.

Quanto prosegue la messa in onda di Ballarò?

“Saremo in tv fino a giugno, dopo le elezioni per il rinnovo dell’europarlamento (10/13 giugno), naturalmente nel rispetto delle regole di par condicio, in vigore durante la campagna elettorale e già sperimentate l’anno scorso durante il referendum”.

Ci sono personaggi che non hanno accettato di partecipare alla trasmissione?

“Qualcuno ha spesso declinato l’invito per improrogabili impegni preesistenti”.

Chi vorresti avere fra i tuoi ospiti a Ballarò?

“Do la caccia a personaggi come Giulio Tremonti, Gianfranco Fini e il Presidente Silvio Berlusconi”.

I NUMERI

Il 20 gennaio scorso è andata in onda la puntata numero 9 di Ballarò.

Al suo secondo anno di messa in onda, il programma ha ottenuto un ascolto medio del 12 per cento di share e 3.200.000 spettatori.

La puntata più seguita è stata quella del 16 dicembre, sul rinvio della legge Gasparri alle Camere, con il 13,84 di share e 3.664.000 di pubblico.

Il numero degli ospiti, 56, è stato di 14 rappresentanti della maggioranza e 14 per l’opposizione, oltre a 28 fra giornalisti, sindacalisti e rappresentanti della Confindustria.

diMartedì

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