Intervista a Giovanni Floris di “Ballarò”…che è stato anche lui, studente Luiss!

Postgrad.Luiss.it n. 5 – Marzo 2005

“Cari luissini: “studiate e guardatevi attorno…” – IN ESCLUSIVA: PER QUELLI CHE… CE L’HANNO FATTA!

Intervista al conduttore di “Ballarò”…che è stato, anche lui, studente Luiss!

Giovanni Floris, conduttore della trasmissione televisiva “Ballarò”, intervistato in esclusiva per Postgrad. Ricordi ed emozioni della vita universitaria in Luiss, e qualche “dritta” per studenti ed aspiranti giornalisti…

Caro Floris, tutti gli studenti Luiss la conoscono come giornalista di punta della terza rete, conduttore del noto programma TV “Ballarò”. Forse non tutti sanno che lei ha frequentato in passato queste stesse aule che frequentiamo noi oggi.

E allora ci dica qualcosa su Floris studente universitario: ricordi, emozioni…

Mi sono laureato nel ’91. Ricordo bene i primi giorni. Al tempo ero appena uscito dal Tasso, liceo classico romano. Una scuola con la sua fama di “scuola libertaria”, “scuola di sinistra”…certo quando mi sono trovato con i miei amici a fare il test all’Hotel Ergife, per accedere alla Luiss, ho provato sensazioni contraddittorie: tentavo di entrare in un ateneo che faceva della concorrenza uno dei suoi pilastri formativi. Tra l’altro ci rendemmo subito conto che l’aria era cambiata quando all’inizio del test ci dissero: “Copiate, copiate pure…ma vi ruberete il posto a vicenda”. Poi una volta entrato, capii di essere capitato in un periodo “particolare”; proprio allora si voleva chiudere la facoltà di Scienze Politiche…

Perché?

Si diceva non garantisse sbocchi nel mondo lavorativo. Non era e non è vero, lo abbiamo sperimentato. Comunque iniziammo una vera “rivolta”, aiutati e supportati da professori come De Martin, Pellicani, De Mucci, Compagna, Ungari, Antiseri, Craveri…

Continuiamo con la sua vita in Luiss…

Alla Luiss associo bei ricordi; una università che mi ha dato un metodo di pensare…Mi sono laureato in Scienze Politiche nel 1991 con una tesi in Sociologia politica, dal titolo “Capitale e lavoro: dallo scontro alla cooperazione conflittuale?” con il Prof. Pellicani. Indimenticabili poi le lezioni del prof. Antiseri…E poi il divertimento, anche quello non è mancato! Già allora circolavano molti stereotipi sul “luissino d.o.c.”, soprattutto abbondavano i paragoni con gli studenti dell’Università La Sapienza…Si diceva che alla statale si sarebbe incontrata gente più colorata e colorita…ma in realtà anche questo è un luogo comune. Bastava frequentare le feste giuste – magari non quelle organizzate dalla Luiss! – ma quelle nelle case di amici…Devo dire la verità: preferibilmente le feste dei Fuori Sede!

Cosa si aspettava dall’università e cosa vi ha trovato effettivamente?

Mi sarei aspettato una preparazione rigida e scolastica, tutta mirata alla futura sfida del mercato del lavoro; invece si privilegiò lo sviluppo della cultura, la ginnastica della “mente” in senso lato.

Passiamo al Floris che tutti conoscono, il giornalista per capirci. Si sentirebbe di sottoscrivere: “Giornalisti si nasce, io lo nacqui”?

Entrambe le cose. Puoi nascerlo o diventarlo. Di certo, bravi giornalisti di diventa. Si, l’importante è esserlo nel momento in cui eserciti la professione. Tutti potenzialmente lo possono fare, diventando naturalmente più o meno bravi…

Qual è il ruolo, la portata e l’importanza del giornalista oggi, in una democrazia del XXI secolo…

Il giornalista è stato, e deve rimanere, il cane da guardia controllore del potere: del potere politico, economico e culturale. Per dirla “alla Antiseri”, è fondamentale il vaglio falsificatore che noi che facciamo informazione dovremmo attuare tutti i giorni. L’imperativo da seguire è lo stesso che segue, a differenza dell’epistemologo conservatore, quello rivoluzionario: rovesciare le teorie in auge in ogni possibile modo e cercare di inventarne e di provarne sempre di migliori.”.

diMartedì

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