E Floris sbarcò sulla spiaggia dei Telemicioni

ItaliaOggi – 17 Maggio 2003

E così Giovanni Floris, spesso bistrattato conduttore di Ballarò, come un donabbondiano vaso di coccio tra vasi di ferro, si è issato sulla cima del Telegatto. Eppure contro di lui c’erano le potenti corazzate di Raduno e Canale 5, le ammiraglie della flotta pubblica e commerciale, che presidiano da anni lo stretto dell’informazione televisiva, un po’ come Scilla e Cariddi, pronte ad affrontare chiunque osi avventurarsi non protetto dagli dei.

Chi potrebbe mai scalfirli i due monarchi del quinto potere nella seconda serata? Chi potrebbe mai ardire ad affrontare il Bruno Vespa con annesso maggiordomo che da anni accoglie nel piccolo parlamento di Porta a Porta i vip della vita politica e della chiacchiera tuttologica, e del Maurizio Costanzo che dal Teatro Parioli governa da decenni la tragicommedia della vita/talk show?

Bene, con il suo cacciatorpediniere della flottiglia di RaiTre, Floris ce l’ha fatta. E’ sgusciato tra i due mastodonti ed è sbarcato vittorioso sulla spiaggia dei Telemicioni.

Perché ha vinto? Intanto, per biologico, inesorabile logoramento degli avversari. Sempre più la televisione assomiglia a un immutabile cielo delle stelle fisse e ansiosa è l’attesa di qualche cometa o meteorite che venga a perturbare il panorama catodico o a indirizzare i re magi – che poi sarebbero gli spettatori, verso qualche programma nascituro capace di irradiare vibrazioni di novità.

Insomma ogni bel canto rischia di venire a noia. Ma Floris ci ha messo anche del suo e Ballarò, sia pure con gli anatemi di siparietto rosso che gli arrivano dalla maggioranza, non solo non è naufragato nel periglioso mare post – santoriano/biagesco e di questa televisione che tratta i programmi come i fanti all’attacco sull’Isonzo, ma nel nome del quartiere popolare di Palermo ha costruito un angioletto vivace, senza trabocchetti e trappole smaccate, certamente con un punto di vista, mai, peraltro, dissimulato o travestito.

Soprattutto, non si è perso d’animo. Ha accettato la sfida. E’ andato talvolta fuori strada, si è incaponito con qualche ospite, il ccd Giovanardi in primis ha pagato lo scotto dell’apprendistato. Ma ha tenuto duro e trovato alla fine la rotta. Ed è salito sul palcoscenico dove l’aspettava con il trofeo Pippo Baudo. Nel drappello dei Telegatti ce n’è anche uno destinato a miagolare felice su una sorta di continente televisivo forse troppo grande e un po’ artificioso: informazione e cultura.

Nella terna delle nomination figuravano il Tg5, Geo & Geo e la macchina del tempo. Enrico Mentana, Sveva Sagramola e Alessandro Cecchi Paone. Ognuno ovviamente autorevole per sé. Ma insieme, un antipasto misto da nouvelle cuisine, un’improvvisata armata tenuta insieme non si da che. Ha vinto il Tg5.

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